Speleo Club C.A.I. SANREMO

 

BREVE STORIA DELLA SPELEOLOGIA SANREMASCA

 

 

 

PREMESSA

 

Questo escursus non vuole descrivere tutta l'attività svolta dallo Speleo Club CAI Sanremo, bensì vuole ricordare e divulgare le tappe storiche della vita del gruppo. Viene pubblicata anche una breve relazione riguardante l'attività svolta dal vecchio Gruppo Speleologico CAI Sanremo in modo da avere un quadro completo della speleologia sanremasca. Nei primi dieci anni di vita dello S.C.S. non è stato solo andare in grotta, ma anche collaborare con le istituzioni nazionali della speleologia ossia il Soccorso Alpino e Speleologico, la Società Speleologica Italiana, il CAI, la Delegazione Speleologica Ligure, ecc. In questi ultimi anni è in crescita la parte "culturale" del gruppo, il bollettino è giunto al decimo numero, inoltre sono stati pubblicati diversi articoli su riviste e atti di congressi speleologici nazionali ed internazionali.

       

1957 - "GROTTA DELLA C1APPELLA" Creppo (IM) Da sinistra: Massimo Ricci; Ugo Mandelli; Renzo Canuti;seduta: Franca Falchi (Foto: Ricci)

STORIA

 

La storia della speleologia in quel di Sanremo inizia intorno alla metà degli anni '50.

Infatti il 12 luglio 1955, data della "scoperta" della Grotta della Melosa (n° 263 Li/IM), ha preso forma in un gruppetto di giovani la passione per il mondo sotterraneo.

Solo due anni più tardi però questi giovani diedero ufficialmente vita ad un vero e proprio gruppo dotato di statuto e cassa sociale, è il 2 marzo 1957 quando nasce il GRUPPO GROTTE SANREMO. Questo gruppo, non numeroso, fece una discreta attività per tutto il 1957, pur avendo grosse difficoltà finanziarie dovute alle modeste disponibilità della cassa sociale ed al costo elevato del materiale necessa­rio ed indispensabile per l'attività.

Nel gennaio del 1958 i soci, divenuti più numerosi e quasi tutti iscritti al CAI di Sanremo, decisero, visto il parere favorevole del consiglio direttivo della sezione, di aderire come gruppo speleo all'attività sociale promossa dalla sezione.

Così con un nuovo statuto ed una nuova organizzazione interna il Gruppo Grotte Sanremo si trasforma in GRUPPO SPELEOLOGICO CAI SANREMO: è il 15 gennaio 1958.

Per quanto riguarda l'organizzazione gerarchica del gruppo venne deciso che esso non avrebbe avuto un presidente, ma solo un rappresentante con mansioni diverse (segretario, cassiere, ecc.) tra cui anche quella di mantenere le relazioni con il consiglio direttivo del CAI, che aveva il compito di vigilare sull'operato del gruppo.

Nel 1960 il gruppo era formato da 14 soci, tra cui 5 dei 7 consiglieri del CAI di Sanremo.

Oltre alla scoperta della Grotta della Melosa vi è da ricordare l'esplorazione della Tana de Cornae (-46 m) sul Monte Pietravecchia, l'esplorazione e l'inserimento a catasto di 3 grotticelle sul Monte Caggio (Sanremo).

Nel 1963 dopo vari tentativi venne superato il 1° sifone (attuale sifone Malissa) della Tana dei Rugli (Pigna IM), in occasione venne realizzato un filmato televisivo dalla RAI-TV denominato "Operazione Talpa". Alla conclusione delle esplorazioni alla Tana dei Rugli l'attività del gruppo calò decisamente, per vari motivi alcuni soci tra cui Piero Bigio, sicuramente l'elemento trascinante, si dedicò ad altre attività, altri si interessarono all'archeologia (Ricci Massimo); si possono inoltre segnalare nomi come Ballardini G., Bernardini E., Bigio V., Mandelli U., Frediani F. che sono stati fra i principali promotori dell'attività del gruppo.

Al 1965 risale l'ultima uscita ufficialmente documentata nella zona di Realdo (IM) poi più nulla. Nella Città di Sanremo per parlare di speleologia, a parte una breve parentesi dello Speleo Club del C.T.G. (Centro Turistico Giovanile) di Sanremo (1978), si dovrà attendere il 1989.

             1957 - "GROTTA DELLA CIAPPELLA" Creppo (IM). Da sinistra: Renzo Canuti; Massimo Ricci; Ugo Mandelli (Foto: Ricci M.)

 

NASCITA DEL GRUPPO SPELEOLOGICO   SANREMESE

 

Tratto da "Lux in Tenebris" n° 1-1994 di F. Aichino

Siamo nati per caso perché per caso abbiamo scoperto l'esistenza della speleologia, però ci è stato subito chiaro che sarebbe divenuta nostra sorella nel peregrinare tra mari e monti, e così è stato. Non sapevo come fare, era la seconda estate che nelle vacanze mi dedicavo con passione e spirito di sacrificio (ebbene sì, allora ero magro!!!) alla sacra religione del Free e quando finalmente raggiungevo la corretta preparazione per un salto nel mondo mistico del 6...finivano le vacanze e i miei impegni scolastici mi riportavano nella piatta e accogliente terra di Romagna. Come fare dunque? Nel giro di poche settimane avrei perso l'allenamento e al mio prossimo ritorno a casa sarei stato di nuovo tagliato fuori. La soluzione la trovai in un foglietto verde che, oltre ad essere istoriato da numerose figure di uomini appesi a corde recitava la seguente frase: "Corso di speleologia di l°livello" dello Speleo Club Forlì. Ecco la situazione, il famosissimo alpinismo all'ingiù, o comunque un'attività che, secondo i miei voli pindarici, mi avrebbe aiutato a mantenere il famoso allenamento. Fu come essere investito da un tram, ogni uscita un'esperienza nuova, un nuovo modo di percepire le dimensioni del proprio corpo, un mondo nuovo. Anche per Roberto Bestagno, con il mio ritorno per le vacanze estive, fu inevitabile essere coinvolto nella ricerca ed esplorazione dei "buchi" nell'entroterra della provincia di Imperia. Anche lei voleva arrampicare ma il mio compagno di cordata preferì portarla con noi in grotta. Povera Graziella, dopo la sua prima grotta tornò a casa col raffreddore e naturalmente la febbre...della Speleologia. Altri soci della sezione si unirono nelle nostre visite sempre più numerose, Stefanizzi con le sue stravaganti idee, i due fratelli Eco e altri ancora. Pian piano in ognuno di noi cresceva il concetto di speleologia, le "visite" alle cavità incominciavano ad avere degli scopi. Ben presto si comprese che per svolgere un'attività di un certo livello e raggiungere dei traguardi era necessario che il gruppo di amici aumentasse e assumesse l'aspetto di un sodalizio speleologico.

 Dopo ben tre anni di "vita da cani sciolti" prendemmo la storica decisione.

 

ANNO 1989

 

E' il 14 maggio 1989 quando, con una torta e una bottiglia di spumante, Aichino F., Bestagno R., Agrifoglio G., Eco F ed R. e Stefanizzi G. davanti al sifone del complesso Pollera - Buio danno ufficialmente vita allo Speleo Club CAI Sanremo. In quell'anno si visitano alcune cavità liguri, tra cui la Grotta Grande di Greppo, lo Sgarbu du Ventu nell'imperiese, la Grotta della Galleria di Bergeggi, l'Arma Pollera e l'Arma del Buio nel savonesato

 

 

 

1989 - All'uscita della "GROTTA DELLA GALLERIA" di Bergeggi (SV). Da sinistra: Schizzo; Bestagno R.; Agrifoglio G.; Aichino E; Micillo.(Foto: Aichino )

1989 - Bestagno R. nella "GROTTA GRANDE" di Creppo IM .(Foto: Aichino)

 

ANNO 1990

 

Diverse ripetizioni di grotte note in Liguria e nel cuneese, tra cui: Abisso di Monte Nero, Arma del Lupo Superiore, Garb della Donna Selvaggia, Buranco Rampiun e Buranco San Pietro. In Piemonte vengono visitate diverse cavità minori con i soci del Gruppo Speleologico Valli Pinerolesi. Viene effettuato un corso sezionale di introduzione alla speleologia, a cui partecipano tra gli altri: Ferraro F., Montese J., Annovazzi G. In località Loreto (valle Argentina IM), nella zona denominata delle "meteoriti" (situata nei pressi del Riparo di Loreto) è stata attrezzata una palestra per esercizi su corda

 

1990 - Corso sezionale di Speleologia.Dall'alto: Pirro; Colucci; Laura; Eco R.; Bestagno; Stefanizzi; Annovazzi; Bongiovanni; Rovida; Agrifoglio; Montese; Ferraro; Jenny.(Foto: Aichino F)

 

1990 - In alto da sinistra: Eco F; Bestagno R.; Aichino F; Eco R.; Stefanizzi G "ARMA POLLERA" (SV), (Foto: Agrifoglio G.)

 

ANNO 1991

 

Viene effettuato il primo corso ufficiale di1° livello SSL In Valle Argentina (IM) vengono disostruite ed esplorate diverse cavità, tra cui il Pozzetto della Punta, in assoluto la prima cavità esplorata dallo Speleo Club. In estate campo speleo-turistico in Sardegna dove vengono visitate alcune grotte tra cui le famose Su Bentu, Sa Oche e Su Palu. Annovazzi G. e Montese J. frequentano il corso di topografia di 1° livello, mentre Bestagno R., Agrifoglio G., Eco R., Laura M., Bongiovanni M., Ferraro F. frequentano il corso di AI. entrambi organizzati dalla D.S.L. e fondano la Scuola di Speleologia di Sanremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1991 - Ferraro F  "ARMA DEL GRAI" Eca (CN).(Foto: Aichino F)

1991 - Aichino F.  "ARMA DEL GRAI" Eca (CN).(Foto: Ferraro F)

ANNO 1992

 

 II 15 febbraio a Toirano (SV), durante l'assemblea della Delegazione Speleologica Ligure, lo Speleo Club diventa gruppo aderente. A Loreto (Triora-IM) viene scoperta, esplorata e rilevata la Tana delle Radici, nella zona di Rocca Composta (Pigna-IM) vengono individuate alcune nuove cavità tra cui lo Sgarbo del Panetto. A settembre si effettua il II° corso di 1° livello, tra gli allievi partecipano Pastorelli A., Zunino M. e Gerbaudo E. Viene esplorata e rilevata la Galleria Ottavia (artificiale) nel comune di Baiardo-IM, nella Gola delle Fascette, versante imperiese, in collabora­zione con il Gruppo Speleologico Valli Pinerolesi vengono effettuate alcune uscite per lavori di disostruzione al Garbo di Piancavallo.

 

 

 

 

 

 

1992 - "TANA DEL FORNO" Pamparato (CN); 2° Corso di 1°Livello. Da sinistra: Eco R.; Annovazzi G; Ferraro F; Zunino M; Pastorelli A.; Agrifoglio G; Gerbaudo E.

1992 - All'uscita del "BURANCO DI BARDINETO" (SV). Da sinistra: Eco E; Eco R.; Pastorelli A.; Ferraro F; Zunino M.(Foto: Pirro D.)

 

ANNO 1993

 

Inizio anno nel savonesato con attività prevalentemente turistica (Abisso di Monte Nero, Buranco San Pietro, Buranchino del Giogo). A marzo alcuni di noi effettuano la classica attraversata Eolo - Serpente nel complesso del Monte Corchia (Alpi Apuane). Ricognizione sul plateau francese di Caussouls (Greoliere), dove visitiamo l'Aven Cresp. In primavera si effettua il 3° corso di speleologia, tra i partecipanti Borea A. e Berardi G. In provincia di Imperia si esplorano diverse nuove grotticelle, mentre all'Abisso Sgora (Rocchetta Nervina) viene trovato un nuovo ingresso e vengono esplorate delle nuove gallerie. In Emilia Romagna Aichino F. assieme al G.S. Cral CAI Ravenna

 

1993 - "ABISSO SAVONA o BURANCHINO DEL GIOGO" M.te Carmo (SV) Da sinistra: Ferraro F.; Pastorelli A.; Bestagno R.; Zunino M.; Eco R.(foto Ferraro F.)

 

effettua diverse uscite in alcune grotte dei gessi (Grotta della Spipola, Grotta Grande dei Crivellari, Abisso 1 di Ca' Monte). Ad agosto primo campo estivo al Marguareis dove visitiamo diverse grotte tra cui la mitica Piaggia Bella. Sempre in agosto Ferraro F., Montese J. e Eco R. partecipano a Costacciaro (PG) al corso di perfezionamento tecnico del CAI ed in set­tembre ad Asiago (VI) i primi due diventano istruttori di speleologia del CAI; Eco R.. e Pastorelli A. partecipano al corso di 1° livello di topografia organizzato dalla DSL.

 

1993 - Lavori di disostruzione al "POZZETTO SANREMO" M.te Marguareis (CN)                 Da sinistra: Ferraro F; Pastorelli A.; Bestagno R.; Zunino M.; Eco R..

1993 - "PLATEAU DI CAUSSOULS" (Francia). Da sinistra: Montese J.; Borea A.; Aichino F. (Foto: Aichino F.)

 

ANNO 1994

 

L'attività inizia nella gelida Gola delle Fascette (CN) dove vengono visitate varie cavità tra cui l'Arma del Lupo Inferiore. Vari tentativi di scavo nella grotta del Rio Bombassa, Arma Chiosa, Grotta della Fata Alcina sempre nella Gola delle Fascette. A febbraio iniziano massicci lavori di svuotamento e di disostruzione nella Grotta di Rio Borgosozzo (PI/CN) con ben 7 uscite. Vengono esplorate sul Monte Pietravecchia tre nuove cavità E32, E33, E34. Il campo estivo di quindici giorni sul Marguareis permette di ripetere alcuni grandi abissi tra cui: Abisso A11 Cuore di Pietra (-450), Abisso F3, Abisso Scarasson, Abisso Penthotal, Abisso Armaduk, Trou Souffleur, Piaggia Bella (-380 Paris Cote d'Azur).

Prima esperienza speleosubacquea (Bestagno R.) alla Grotta dell'Orso di Ponti di Nava (CN) dove viene superato il primo sifone e vengono effettuate delle riprese video con la collaborazione del Centro Sub Riviera dei Fiori. Inizia a settembre l'innumerevole numero di uscite per la realizzazione del documentario "Oltre la luce grotte e abissi in Val Nervia " con l'Associazione Culturale "U Bumbaixu" di Dolceacqua. Si ripete il fondo della Grotta della Melosa (-253). Partecipazione al corso di 1° livello "Geologia e carsismo nei Flysch della Liguria Occidentale" (Pastorelli A., Zunino M.). Viene organizzato il IV° corso di speleologia di 1° livello, tra i partecipanti: Andrighetto E., Ausenda P., Gnutti S., Pastorelli L., Piombo A. Inoltre partecipazione alla VIII Rassegna Gruppi Speleologici francesi del CAF (Greoliere) e al seminario "Margua '94" (Ormea -CN-). Viene pubblicato il primo numero di "Lux in Tenebris", bollettino dello Speleo Club CAI Sanremo (dal 1994 esce regolarmente ogni anno).

 

1994 - 4° Corso di Speleologia di 1° livello, "GROTTA DELLE VENE".(Foto: Ferraro E)

 

1994 - "SALA  BESSONE" Piaggia  Bella (CN). Da sinistra: Pastorelli L.; Eco R.; Borea A.; Pastorelli A.(Foto: Pastorelli L.)

 

 

ANNO 1995

 

E' decisamente l'anno di cambio di marcia nell'attività del gruppo, sia come quantità sia come tipo di uscite. Grazie alle uscite fotografiche per terminare l'audiovisivo "Oltre la luce", che verrà presentato al 43° Film Festival Internazionale della Montagna di Trento, si rivisitano vecchie grotte esplorate dal Gruppo Speleologico Imperiese CAI ed in una di esse, il Pozzo II° di Lucasaz (Pigna -IM), viene trovata una importante prosecuzione, al momento è la cavità più profonda del Monte Toraggio. Si riprendono i lavori abbandonati dal GSI nella risalita sul fondo della Grotta dei Rugli (Pigna -IM). Continuano pur con minore intensità i lavori di disostruzione nella Grotta di Rio Borgosozzo (Ponti di Nava-CN). Verso fine anno iniziano le ricerche e i monitoraggi di alcune sorgenti carsiche della provincia di Imperia e Savona.

In Piemonte viene esplorata una nuova grotta nei pressi di Viola (CN). Il campo estivo viene effettuato per la terza volta consecutiva sugli splendidi calcari del Marguareis, dove vengono esplorate due nuove cavità (Era Ora, Strettina). Si organizza il V° corso di speleologia di 1° livello, ma il primo come scuola CAI-SSI a cui partecipano tra gli altri De Martin B., Chianea D., Lazzaretti G., Nocita C. Grande partecipazione ai corsi di II° e III° livello di alcuni soci: III° livello "Tecniche speciali e primo soccorso" (Montese J.), II° livello "Topografia e rilievo" (Montese J., Pastorelli A.), II° livello speleologia subacquea (Bestagno R., Aichino F., Agrifoglio G.). Organizzata una mostra fotografica a Taggia -IM dal titolo"La speleologia nel ponente ligure".

 

 

1995 - Bestagno R.alla "RISORGENZA  DELLA  BOBBIA" Barzio (LC) (Foto: Aichino F.)

 

1995 - Era Ora, M.te Marguareis (CN) Pastorelli A. e Aichino F (Foto: Aichino F)

1995 - "GROTTA  DEI  RUGLl" Buggio (IM). Bestagno R. (con le bombole); a sinistra Pastorelli A. e a destra Agrifoglio G. (Foto: Aichino F.)

 

ANNO 1996

 

Il 1996 è stato caratterizzato da una intensa attività di ricerca e monitoraggi idrologici, culminati a fine anno nella colorazione della Grotta della Melosa, che pur­troppo però ha dato esito negativo. Le ricerche si sono svolte soprattutto in provincia di Imperia, ma si sono estese sia nel savonesato, nel basso Piemonte, in Toscana ed in Lombardia, all'estero in Francia ed Austria. Dopo tre anni di lavori si sono concluse alla Grotta di Rio Borgosozzo le disostruzioni che ci anno permesso di esplorare una cinquantina di metri di nuovi meandri. Alcuni di noi hanno partecipato con il GSI all'esplorazione ed al rilievo della Grotta delle Fuse (Viozene -CN). Il campo estivo si è svolto per la prima volta a Buggio (IM) per proseguire le ricerche e le disostru­zioni alla Grotta dei Rugli. Ricerche speleo-idrologiche in Grigne dove vengono siglati alcuni nuovi buchi. Si parteci­pa rilevando il Riparo di Creppo (Triora -IM) ai lavori di aggiornamento catastale. Con il corso di I° livello giunto alla VI edizione è entrata a far parte del grup­po Pissavini M. Bestagno R. partecipa al corso di specializzazione di speleosubacquea a Cabrenet (Lot -F). Pastorelli A. e De Martin B. partecipano al corso di topografia di II° livello organizzato dalla DSL a Toirano -SV.

 

 

1996 - Pigna sotterranea (IM). Sopra: Ferraro F;sotto a sinistra: Gnutti S.; Pastorelli A.; De Martin B

(Foto: Andrighetto E.)

 

ANNO 1997

 

Vengono esplorati assieme al GSI un centinaio di metri di nuove gallerie nella Grotta della Legna (Nava-IM). A Pasqua in Grigna (LC) inizia la sofferente esplorazione del Pozzo Braccio di Ferro, mentre sempre in Lombardia continuano le ricerche idrologiche. In Piemonte viene esplorato un nuovo ramo nella Grotta di Lisio, mentre iniziano i rilievi della Grotta di Rio Borgosozzo. Dopo vari tentativi viene superato il primo sifone della Fontana de l'Erexiou, esplora­ti e rilevati trenta metri di grotta. Sul Monte Gerbonte (Triora-IM) si esplora il Pozzo Gaggino -30 m. Intensa attività in cavità artificiali, soprattutto in Valle d'Aosta dove vengono rilevate diverse miniere. Il campo estivo di una settimana viene effettuato in Marguareis, dove si terminano i rilievi delle grotte esplorate negli anni precedenti. In Francia nella zona di Granile (Val Roia) vengono esplorate e rilevate una decina di cavità.

Il VII0 corso di 1° livello porta nel gruppo tra gli altri Riva C, Paracchini M., Caratozzolo R., Aime G. Si partecipa a diversi corsi di specializzazione tra i quali:  il II°livello "Descrizione tecnico-morfologica delle grotte" (Pastorelli A., De Martin B., Aime G., Paracchini M., Riva C.) Colle di Nava -IM-il III° livello "Geologia per speleologi" (Pastorelli A., De Martin B.) Pian della Fioba -MS-.

 

 

 

 

1997 - Pastorelli A. sul fondo della "GROTTA DELLA LEGNA" Nava (IM).

(Foto: Bergamelli P.)

 

 

1997 - Dopo la punta speleosubacquea alla "GROTTA DELLE FUSE" Viozene (CN).Da sinistra: Ferraro E. (GSI); Bergamelli P. (GSI); Buoi L. (GSI), Lanfranco R. (GSI); Pastorelli A.;  Bestagno R.; Varese E. (GSI); Aichino F.(Foto: De Martin B.)

 

 

ANNO 1998

 

Vengono scoperte ed esplorate due nuove ed interes­santi cavità: Jodel sul Monte Corma e la Grotta delle Ferrate sul Monte Pietravecchia, entrambe nel comu­ne di Pigna (IM). In Francia viene trovata ed esplorata la Balma del Vescavo (Sospel), grotticella di modeste dimensioni ma interessante in quanto al suo interno sono state rinvenute numerose incisioni rupestri, tutto­ra in fase di studio dagli archeologi nizzardi. Viene superato il secondo sifone alla Fontana dell'Erxiou (Rocchetta Nervina -IM-). Proseguono le disostruzioni al Pozzo Braccio di Ferro (Grigna Meridionale -LC-). Ricognizione speleosubacquea e tentativo di svuotamento alla Risorgenza degli Strassasacchi (Rocchetta Nervina -IM-). Prespedizione in Bolivia nella regione di Cochabamba, sempre all'e­stero visita a diverse aree carsiche nell'isola di Cuba e sul plateau irlandese del Burren. Proseguono i monito­raggi idrologici sia nell'imperiese che nell'albenganese (Val Neva e Val Pennavaira).

Campo estivo sul Marguareis dove vengono rivisti dei vecchi buchi e viene tentata una prosecuzione al Trou Souffleur. Il corso di primo livello è giunto all'ottava edizione; fra gli allievi sono entrati nel gruppo Noto M., Raspaldo G., Fecchino M., Vogel D., Leggi E., Ciribilli A.; inoltre arriva da Genova Serri P. iscritto in passato allo Speleo Club Ribaldone.

 

1998 - "RISORGENZA DEGLI STRASSASACCHI" Rocchetta nervina(IM)Da sinistra:Pastorelli A ; Bestagno R( foto. De Martin B.)

 

1998 - Prima della punta alla "GROTTA DELLE FERRATE" M.te Pietravecchia (IM). Da sinistra: Caratozzolo R.; Bestagno R.; Borea A.; Ferraro E; Leggi E.; in basso: De Martin B.(Foto: Pastorelli A.)

1998 - Dopo la punta al "TROU SOUFFLEUR" Colle dei signori (FRANCIA) .Da sinistra: Berardi G.; Borea A.; Paracchini M.(Foto: Pastorelli A.)

 

DIECI ANNI DI TORRENTISMO (di Aichino Franco)

 

Anche il canyoning è stato il motore delle nostre attività di gruppo, guidandoci alla scoperta di un mondo affascinante. Il suo sviluppo però, ha quasi sempre risentito di una posizione secondaria nella scala degli interessi del gruppo. Solo negli ultimi tre anni, questo tipo di attività ha trovato la sua giusta collocazione. Crediamo che tale sviluppo non sia poi tanto dissimile da quello che è accaduto sul resto del territorio nazionale. Tuttavia, e necessario sottolineare che, il notevole sviluppo in territorio francese del canyoning e la vicinanza al confine (Sanremo dista solo 20 km ) ha dato l'impulso corretto per realizzare un torrentismo sanremese sicuramente di prim'ordine. Le prime "discese" vengono effettuate in maniera quasi inconsapevole. Il naturale bacino d'azione dello Speleo Club CAI Sanremo è stato ed attualmente delimitato idealmente dal comprensorio delle Valli Nervia e Argentina. Queste si trovano a pochi km dalla città di Sanremo e per anni sono state il territorio di ricerca di numerosi gruppi speleologici liguri. Per questi motivi, i soci dello Speleo Club CAI Sanremo, sempre impegnati a ricercare cavità nuove, hanno disceso i numerosi torrenti delle due vallate. Appunto cercando di raggiungere una cavità di tipo tet­tonico con uno sviluppo di 70 mt. circa, che viene identificato un per­corso di discesa tra il colle della Melosa (1576 m. s.l.m..) e il paesi-no di Buggio (445 m. s.l.m. ). Un obiettivo ambizioso, una discesa di 1131 m. di dislivello che venne effettuata nell'Aprile del 1992. Alla discesa parteciparono Peroni Anna, Agrifoglio Graziella, Fabrizio Ferraro, Juri Montese, Beppe Annovazzi e Aichino Franco.percorso che si sviluppa in direzione Sud-Est, attraversa la Valle Tane.

 

 

1992 - Ferraro E e Agrifoglio G. nella discesa del "vallone delle tane" Pigna (IM) (Foto: Aichino F.)

 

collegata da un cunicolo artificiale con la valle contigua ad Est, realizzato per la canalizzazione delle acque verso la diga della Melosa, per poi pro­seguire in un ambiente sempre affascinante. L'acqua è assente o comun­que non eccessiva in quasi tutta la totalità dell'anno, tanto da non rende­re necessarie le mute o particolari accorgimenti nella discesa. Le dighe di tronchi e detriti che si incontrano durante la discesa indicano e soprattut­to ricordano che comunque in caso di piena il tratto a monte può diveni­re assai pericoloso. La scarsa qualità della roccia e le dighe di detriti complicarono non poco la discesa, spesso costringendo gli esploratori di questa nuova frontiera ad acrobatiche corde doppie. In totale i salti che obbligano l'uso della corda sono cinque (8-9-6-40-30 metri). In alcuni passaggi è stato tuttavia preponderante l'uso della corda anche se brevi o comunque non classificabili come salti. Presto la valle si apre e il percorso si modifica, dapprima su pendii detritici alluvionali che lasciano il posto, a zone erbose. Queste zone dove erbose sono il prelu­dio al contatto con la zona antropizzata. Infatti la parte bassa della valle presenta ancor oggi, i segni di una antica colonizzazione silvo-pastorale, tipica delle valli liguri dell'imperiese. Infine si giunge in zone dove la presenzadell'uomo è evidente, tanto che l'ultima parte del percorso si sviluppa su un sentiero aggrappato alle fasce semicoltivate alle spalle dell'abitato di Buggio. Inevitabile rammen­tare il completamento dell'impresa a tenebre già più che calate e il viso perplesso degli allievi e speleologi di Imperia, che incontrammo sulla piazza del piccolo paesino della Val Nervia. Dunque il dado era tratto e da lì a poco, l'interesse degli speleo di Sanremo crebbe in maniera note­vole per questo tipo d'attività. Con l'arrivo della stagione successiva, ven­nero compiute altre brevi esplorazioni e discese, principalmente d'inte­resse speleologico. Per arrivare ad un'altra e significante prima bisogna attendere però l'estate del 1994. Durante l'inverno del 93, in settimana bianca in Veneto venne "scovata" una forra interessante, ove acque tumultuose e gelide, facevano viaggiare pezzi di ghiaccio ad una velocità incredibile. Questa fu la prima impressione che fece, agli affascinati sciatori, osserva­vano il letto della forra incastonato nel ghiaccio, dal bordo della vecchia strada scavata nella roccia a pochi chilometri dalle bianche piste del Bellunese. Così, messe da parte le pelli di foca e atteso l'arrivo del mese di Luglio, si discende il Molassa con un équipe mista, composta da Fontana Andrea, Gabry Franco e Elena Viroli del GSA CAI Ravenna, Valentina


Franco G. (G.S.R. CAI R.) nel "RIO MOLASSA" (PN) (Foto: Aichino F.)

 

del GS S. Marino, Marino del GS CAI Vittorio Veneto e Aichino Franco dello Speleo Club CAI Sanremo. La partenza venne effettuata dal minuscolo ponte che situato all'inizio della gola del Molassa, che porta a una vecchia tratto­ria arroccata sulla parete oppo­sta. Subito dopo la discesa i tor-rentisti si trovarono immersi nelle tutt'altro che calme acque del torrente, tanto violente da costringere nella parte più incassata l'utilizzo di corde fisse di sicura per rallentare la disce­sa che, altrimenti sarebbe dive­nuta pericolosa nella parte a valle, la forza dell'acqua, pur essendo diminuita notevolmente era tale da sospingere i partecipanti in avanti senza la necessità di nuotare. Solo raggiungendo il letto del tranquillo Cellina fu possibile riprendere una progressione "normale". L'uscita venne effettuata, su un armo fisso predisposto in precedenza sulle pareti del Cellina.

Da notare che contrariamente a quanto si pensasse il Rio Molassa non presentò alcun dislivello di sorta, relegando così a questa prima, l'unica discesa che ad oggi ci risulta effettuata da torrentisti. Nello stesso anno vale la pena di citare, alcune discese effettuate sia in territorio francese che in Italia. Vengono discesi il Barbaira, grazioso torrente nelle vicinanze dell'abitato di Rocchetta Nervina (IM), il Maglia (Francia) e il Carlevà (Francia). Queste discese, sono significative pur essendo ripetizioni di torrenti conosciuti sono rilevanti perché, compiute con il solo e vivo inte­resse ludico di una discesa in forra.

Fra i promotori di queste discese troviamo Giuseppe Berardi, Eugenio Andrighetto, Agrifoglio Graziella e Aichino Franco. La Francia con i suoi torrenti attrezzati, e regolamentati apre il pensiero a nuove dimensioni.

 

Andrighetto E. in ricerca di foto spettacolari La Maglia (Francia). (Foto: Aichino F.)

 

Sulla scena dello Speleo Club sem­pre nel 1994 appare Eugenio Andrighetto, questo istrionico per­sonaggio, balzerà alla cronaca per la sua attività di fotografo naturalista, legata alla sua sete d'avventura gra­zie, alla realizzazione della discesa integrale del Rio Bendola (19 km) e alla successiva pubblicazione di un libro fotografico sulla discesa stessa. Sempre a caccia di immagini sensa­zionali si debbono anche alcune prime discese dei torrenti della Val Nervia. Le discese si ripetono nell'e­state del 1995 in special modo in territorio francese, dove la cono­scenza delle forre e la loro facile accessibilità, rendono estremamen­te divertenti le discese delle forre stesse. Anche la tecnica ha una sua evoluzione, dalle prime discese effet­tuate in doppia con attrezzatura speleo, si passa ad una progressiva modifica del materiale che, diviene sempre più specifico. Si passa all'utilizzo di sacchi speleo modificati e poi all'uso di zaini di PVC appositamente costruiti per l'uso in forra. Anche le protezioni delle mute vengono modificate, si abbandona la tuta speleo e la si sostituisce con una grossa pezza di PVC detta "pannolone". Questa posta sopra l'imbrago, protegge l'integrità della muta e dell'imbrago stesso, durante le scivolate sui toboga e in molte altre situazioni. L'anno 1996, vede un'attività canyonistica leggermente frenata dagli impegni esplorativi assai ambiziosi ma, purtroppo non così appaganti del campo estivo del 96. Sono tuttavia da ricordare le discese del Rio Corvo, Pigna (IM) a cura di Andrighetto E., Ferraro F., Saldo E., Montese J, Bestagno R, Pissavini M. e la prima esercitazione del Soccorso Alpino e Speleologico Ligure proprio in un nostro torrente, il Barbaira. La necessità di coordinare un'eventuale intervento tra le squadre alpine e speleologica, nasceva dall'elevata frequentazione a cui era ed è a tutt'oggi sottoposta la forra. Si pensi che, nel periodo estivo, un sabato vennero contate più di 120 persone impegnate nella discesa del Barbaira. A questa esperienza, di miscela della capacità di rapido intervento della parte alpina e dell'esperienza della parte speleologica, parte­ciparono i soci Bestagno R., Ferraro E, Montese J., Gnutti S., Zunino M. Il termine della bella stagione pose un freno definitivo all'attività torrenti-stica dello Speleo Club CAI Sanremo, lasciando così a tutti il tempo di ritemprarsi e di progettare nuove avventure.

 

Montese J., nel "TORRENTE ARGENTINA" (IM). (Foto: Andrighetto E.)

 

Sull'onda delle stagione passata, il1997 si presenta con numerose discese sia in territorio francese che in Italia. Da ricordare, la prima di un affluente della Bendola (F) senza nome, effettuata in Maggio dai soci Eco R. e Andrighetto E. Numerosissime le ripetizioni in Francia compiute dai soci Agrifoglio G., Ciribilli A., Peroni A. e Aichino E Nuovamente viene ripetuta l'esercitazione, nella frequentatissima forra del Barbaira, questa volta addirittura con la partecipazione della commis­sione forre del CNSAS; attratta appunto dalla sinergia raggiunta tra la parte alpinistica e speleologica del Soccorso Ligure. A questa esercitazio­ne, parteciparono, sia impegnati nella squadra alpina che nella speleolo­gica, i soci Ferraro E, Montese J. e Aichino E II mese di Agosto, a causa dell'invasione di turisti e dell'aumento della calura, vede un'impennata delle discese di torrenti e forre ; viene disceso, a tratti il torrente Argentina (IM), nella zona del ponte di Loreto dal socio Berardi G., il tratto com­preso tra gli abitati di Agaggio (IM) e Badaluc­co (IM) dai soci Berardi G., Andrighetto E., Gerbaudo E.. Il raggiungimento di una elevata maturità tecnica, la sempre più profonda conoscenza del territorio e la pos­sibilità di confrontarsi, con una realtà avan-zatissima, sono gli elementi che porteran­no alla decisione di raccogliere su "Lux in Tenebris" nr. 5 (bollettino dello Speleo Club CAI Sanremo) le esperienze di questa stagione di forre. Per la precisione, visto l'interesse sviluppatosi in seno allo Speleo Club CAI Sanremo, viene deciso di raggruppare gli scritti sull'argomento in uno "Speciale Torrentismo" . Di particolare interesse lo scritto realizzato da Aichino F. sul torrentismo francese che, oltre a descrivere l'attuale organizzazione tecnico giuridica di questa attività, presenta le descrizioni di alcuni fra i principali torrenti delle Alpi Marittime francesi. Per mano di Montese J., vi si trova uno dei primi scritti sulla discesa effettuata in quell'anno del torrente Argentina (IM) che presta il nome alla valle in cui è localizzato. La stagione fredda, pur allontanando i frequentatori delle forre dall'oggetto del loro desiderio, non impedisce a costoro di pensare a grandi programmi per la stagione successiva. Cosi fra le nebbie di Speleopolis (Casola Valsenio RA), nasce l'idea di realizzare un corso a livello nazionale, con l'obbiettivo di diffondere le esperienze dello Speleo Club CAI Sanremo. Sentiti alcuni soci, Aichino F. di concerto con Andrea Fontana del GSA CAI Ravenna, viene presentato all'assemblea nazionale degli istruttori CAI. Il progetto ottiene il consenso generale. Così nel mese di Giugno 98, nell'affascinante Valle dell'Esteron, ove vi sono raccolti alcuni dei più noti e apprezzati torrenti di Francia, si da il via al corso nazionale. Le linee guida seguite per la realizzazione del corso sono sostanzialmente due: la presentazione di una corretta tecnica di forra, disgiunta dalle dipendenze di tecniche speleo e alpinistiche, in grado di permettere una progressione sicura e autosufficiente, e l'approfondimento della realtà torrentistica francese come spunto ed esempio per i futuri sviluppi in Italia. Al corso partecipano la bellezza di 23 allievi, principalmente provenienti dal nord Italia.

 

Gerardo E.; Agrifoglio G.; Aichino E; Peroni A.; Carli C; nel "RIO GOURMES" (Francia).

 

Con piacere, ricordia­mo la partecipazione degli Ins. Contessotto M., Frisinghelli R., dello stesso Fontana A. e la presenza del Direttore Nazionale della Scuola CAI Con­sigli S. Da parte dello Speleo      Club CAI Sanremo parteciparonoin qualità di istruttori Peroni A., Aichino F, Agrifoglio G., Ferraro F, Bestagno R., Gnutti S., Eco R., Montese J..Galvanizzati dall'esperienza positiva del corso nazionale , l'attività torrenti­stica riprende con numerose discese in forra e con un nuovo obbiettivo la discesa del notissimo Rio Bendola (Francia). Questo torrente, pur protraendosi nella totalità del suo percorso in territorio francese, ha la propria sorgente nelle prealpi liguri ed è quindi considerato con una notevole matrice italiana. Spinti dalla matrice italica e dal desiderio di sfidare il torrente più lungo d'Europa (km 19), nel mese di Agosto 1998 i soci Peroni A., Aichino F., Berardi G. e Montese J., discendono il Bendola . I 1611 m. di dislivello vengono percorsi in una giornata e mezzo, riducendo drasti­camente i 3 giorni impie­gati dall'equipe guidata da Andri-ghetto anni addietro. La stagione volge al termine ma, l'e­nergia e la voglia di diver­tirsi fra salti e doppie fa nascere l'idea di spostarsi ove il clima permetta di proseguire senza sosta l'attività torrentistica. Viene pianificata la prima spedizione extraeuropea di canyoning. L'isola della Reunion si trova nell'o­ceano indiano, a circa set­tecento chilometri dal Mada-gascar e a 200 km in direzione sud-ovest delle ben più' note e get­tonate dai circuiti turistici, isole Mauritius. L'isola é di origine vulcanica ed è nota per la presenza di ben 66 torrenti conosciuti, il suo clima caldo e secco durante il nostro inverno è il terreno ideale per continuare a discendere forre quando l'inverno e il freddo dichiarano conclusa la stagione in Europa.

 

PeroniA. nel "RIO LAN" Esteron (Francia). Foto: Aichino F.)

 

La spedizione, realizzata in economia vede come partecipan­ti, Peroni A., Agrifoglio G., Ciribilli A., Aichino F. e 94 kg di bagagli al segui­to. In 11 giorni di permanenza su que­st'isola vengono discese 5 forre e 1 cascata, percorsi 1980 km di strade e sentieri, utilizzati 194 metri di corda, vengono discesi 1190 m. circa di disli­vello. Il tutto in un ambiente paradisia­co e spesso pressoché selvaggio.

 

 

Agrifoglio G sulla cascata "GOBERT - CIRQUE DE CILAOS" Ile Reunion (Francia). (Foto: Ciribilli A.)

Agrifoglio G. alla "RIVIERE DE ROCHES" Ile Reunion (Francia). (Foto: Aichino E)

 

La realizzazione di questa dente segno dell'elevato livello tecnicoraggiunto nel canyoning dai soci dello Speleo Club CAI Sanremo in questo primo decennio.Una maturità tecnica e ideologica, merito delle esperienze vissute in sede allo Speleo Club CAI Sanremo e della possibilità di interagire con esperienze diverse dalle nostre. E per il futuro? Bè se volete sapere cosa accadrà vi invitiamo a condividere le nostre corde in forra e non ad aspettare altri dieci anni per scoprire cosa abbiamo combinato.

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