Speleo Club C.A.I. SANREMO
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BREVE STORIA DELLA SPELEOLOGIA SANREMASCA
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PREMESSA
Questo escursus non vuole
descrivere tutta l'attività svolta dallo Speleo Club CAI Sanremo, bensì
vuole ricordare e divulgare le tappe storiche della vita del
gruppo. Viene pubblicata anche una breve relazione riguardante
l'attività svolta dal vecchio Gruppo
Speleologico CAI Sanremo in modo da avere un quadro completo della speleologia sanremasca. Nei primi dieci
anni di vita dello S.C.S. non è stato solo andare in grotta, ma anche collaborare con le istituzioni nazionali
della speleologia ossia il Soccorso Alpino e Speleologico, la Società
Speleologica Italiana, il CAI, la
Delegazione Speleologica Ligure, ecc. In
questi ultimi anni è in crescita la parte "culturale" del gruppo, il bollettino è giunto al decimo numero, inoltre
sono stati pubblicati diversi articoli
su riviste e atti di congressi speleologici nazionali ed internazionali.
STORIA
La storia della
speleologia in quel di Sanremo inizia intorno alla metà degli anni '50.
Infatti il 12
luglio 1955, data della "scoperta" della Grotta della Melosa (n° 263 Li/IM), ha preso forma in un gruppetto di
giovani la passione per il mondo
sotterraneo.
Solo due anni più tardi però questi giovani diedero ufficialmente vita
ad un vero e proprio gruppo dotato di statuto e cassa sociale, è il 2
marzo 1957 quando nasce il GRUPPO GROTTE SANREMO. Questo
gruppo, non numeroso, fece una discreta attività per tutto il 1957, pur avendo
grosse difficoltà finanziarie dovute alle modeste disponibilità
della cassa sociale ed al costo elevato del materiale necessario ed
indispensabile per l'attività.
Nel gennaio del 1958 i soci, divenuti più numerosi e quasi tutti iscritti
al CAI di Sanremo, decisero, visto il parere favorevole del consiglio direttivo
della sezione, di aderire come gruppo speleo all'attività sociale promossa
dalla sezione.
Così con un nuovo statuto ed una nuova
organizzazione interna il Gruppo Grotte Sanremo si trasforma in GRUPPO
SPELEOLOGICO CAI SANREMO: è il 15 gennaio 1958.
Per quanto riguarda l'organizzazione gerarchica del gruppo venne deciso
che esso non avrebbe avuto un presidente, ma solo un rappresentante con
mansioni diverse (segretario, cassiere, ecc.) tra cui anche quella di mantenere
le relazioni con il consiglio direttivo del CAI, che aveva il compito
di vigilare sull'operato del gruppo.
Nel 1960 il gruppo era formato da 14 soci, tra cui 5 dei 7 consiglieri del CAI
di Sanremo.
Oltre alla scoperta della Grotta della Melosa vi è da ricordare l'esplorazione
della Tana de Cornae (-46 m) sul Monte Pietravecchia, l'esplorazione
e l'inserimento a catasto di 3 grotticelle sul Monte Caggio (Sanremo).
Nel 1963
dopo vari tentativi venne superato il 1° sifone (attuale sifone Malissa)
della Tana dei Rugli (Pigna IM), in occasione venne realizzato un
filmato televisivo dalla RAI-TV denominato "Operazione Talpa". Alla
conclusione delle esplorazioni alla Tana dei Rugli l'attività del gruppo calò
decisamente, per vari motivi alcuni soci tra cui Piero Bigio, sicuramente l'elemento
trascinante, si dedicò ad altre attività, altri si interessarono all'archeologia (Ricci Massimo); si possono inoltre segnalare nomi come Ballardini G., Bernardini E.,
Bigio V., Mandelli U., Frediani F.
che sono stati fra i principali promotori dell'attività del gruppo.
Al 1965 risale l'ultima uscita ufficialmente
documentata nella zona di Realdo (IM) poi più nulla. Nella Città di Sanremo per parlare di speleologia,
a parte una breve parentesi dello
Speleo Club del C.T.G. (Centro Turistico Giovanile) di Sanremo (1978),
si dovrà attendere il 1989.
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1957 - "GROTTA DELLA CIAPPELLA" Creppo (IM). Da sinistra: Renzo Canuti; Massimo Ricci; Ugo
Mandelli (Foto: Ricci M.)
NASCITA
DEL GRUPPO SPELEOLOGICO SANREMESE
Tratto da "Lux in Tenebris" n°
1-1994 di F. Aichino
Siamo nati per caso perché per
caso abbiamo scoperto l'esistenza della speleologia, però ci è stato subito chiaro che sarebbe
divenuta nostra sorella nel peregrinare tra mari e monti, e così è stato. Non sapevo come fare, era la seconda estate che
nelle vacanze mi dedicavo con passione e spirito di sacrificio (ebbene sì,
allora ero magro!!!) alla sacra
religione del Free e quando finalmente raggiungevo la corretta
preparazione per un salto nel mondo mistico del 6...finivano le vacanze e i miei impegni scolastici mi
riportavano nella piatta e accogliente
terra di Romagna. Come fare dunque? Nel
giro di poche settimane avrei perso l'allenamento e al mio prossimo ritorno a casa sarei stato di nuovo tagliato
fuori. La soluzione la trovai in un foglietto verde che, oltre ad essere
istoriato da numerose figure di uomini appesi a corde recitava la seguente
frase: "Corso di speleologia di
l°livello" dello Speleo Club Forlì. Ecco la situazione, il famosissimo alpinismo all'ingiù, o comunque un'attività che, secondo i miei voli pindarici, mi
avrebbe aiutato a mantenere il famoso
allenamento. Fu come essere investito
da un tram, ogni uscita un'esperienza nuova, un nuovo modo di percepire le dimensioni del proprio corpo, un mondo nuovo. Anche
per Roberto Bestagno, con il mio ritorno per le vacanze estive, fu inevitabile essere coinvolto nella ricerca ed
esplorazione dei "buchi" nell'entroterra
della provincia di Imperia. Anche lei
voleva arrampicare ma il mio compagno di cordata preferì portarla con noi in grotta. Povera Graziella, dopo
la sua prima grotta tornò a casa col
raffreddore e naturalmente la febbre...della Speleologia. Altri soci della sezione si unirono nelle nostre
visite sempre più numerose, Stefanizzi
con le sue stravaganti idee, i due fratelli Eco e altri ancora. Pian piano in ognuno di noi cresceva il concetto di
speleologia, le "visite"
alle cavità incominciavano ad avere degli scopi. Ben presto si comprese
che per svolgere un'attività di un certo livello e raggiungere dei traguardi era necessario che il gruppo di amici
Dopo ben tre anni di "vita da cani sciolti" prendemmo la storica decisione.
ANNO 1989
E' il 14 maggio 1989 quando, con una torta e una bottiglia di spumante, Aichino F., Bestagno R., Agrifoglio G., Eco F ed R. e Stefanizzi G. davanti al sifone del complesso Pollera - Buio danno ufficialmente vita allo Speleo Club CAI Sanremo. In quell'anno si visitano alcune cavità liguri, tra cui la Grotta Grande di Greppo, lo Sgarbu du Ventu nell'imperiese, la Grotta della Galleria di Bergeggi, l'Arma Pollera e l'Arma del Buio nel savonesato
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1989 - All'uscita della "GROTTA DELLA GALLERIA" di Bergeggi (SV). Da sinistra: Schizzo;
Bestagno R.; Agrifoglio G.; Aichino E; Micillo. |
1989 - Bestagno R. nella "GROTTA GRANDE" di Creppo IM .(Foto: Aichino) |
ANNO 1990
Diverse ripetizioni di grotte note in Liguria e nel cuneese, tra cui: Abisso di Monte Nero, Arma del Lupo Superiore, Garb della Donna Selvaggia, Buranco Rampiun e Buranco San Pietro. In Piemonte vengono visitate diverse cavità minori con i soci del Gruppo Speleologico Valli Pinerolesi. Viene effettuato un corso sezionale di introduzione alla speleologia, a cui partecipano tra gli altri: Ferraro F., Montese J., Annovazzi G. In località Loreto (valle Argentina IM), nella zona denominata delle "meteoriti" (situata nei pressi del Riparo di Loreto) è stata attrezzata una palestra per esercizi su corda

1990 - Corso sezionale di Speleologia.

1990 - In alto da
sinistra: Eco F; Bestagno R.; Aichino F; Eco R.; Stefanizzi G "ARMA
POLLERA" (SV), (Foto: Agrifoglio G.)
ANNO 1991
Viene effettuato il primo corso ufficiale di1° livello SSL In Valle Argentina (IM) vengono disostruite ed esplorate
diverse cavità, tra cui il Pozzetto della Punta, in assoluto la prima cavità
esplorata dallo Speleo Club. In estate campo speleo-turistico in Sardegna
dove vengono visitate alcune grotte tra cui le
famose Su Bentu, Sa Oche e Su Palu. Annovazzi
G. e Montese J. frequentano il corso di topografia di 1° livello, mentre Bestagno R., Agrifoglio G., Eco
R., Laura M., Bongiovanni M., Ferraro
F. frequentano il corso di AI. entrambi organizzati dalla D.S.L. e fondano la Scuola di Speleologia di Sanremo.
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1991 - Ferraro F
"ARMA DEL GRAI" Eca (CN). |
1991 - Aichino F. "ARMA DEL
GRAI" Eca (CN). |
ANNO 1992
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1992 - "TANA DEL FORNO" Pamparato (CN); 2° Corso di 1°Livello. Da sinistra: Eco R.; Annovazzi G; Ferraro F; Zunino M; Pastorelli A.; Agrifoglio G; Gerbaudo E. |
1992 - All'uscita del "BURANCO DI BARDINETO"
(SV). Da sinistra: Eco E; Eco R.; Pastorelli A.; Ferraro F; Zunino
M. |
ANNO 1993
Inizio anno nel savonesato con attività prevalentemente turistica (Abisso di Monte Nero, Buranco San Pietro, Buranchino del Giogo). A marzo alcuni di noi effettuano la classica attraversata Eolo - Serpente nel complesso del Monte Corchia (Alpi Apuane). Ricognizione sul plateau francese di Caussouls (Greoliere), dove visitiamo l'Aven Cresp. In primavera si effettua il 3° corso di speleologia, tra i partecipanti Borea A. e Berardi G. In provincia di Imperia si esplorano diverse nuove grotticelle, mentre all'Abisso Sgora (Rocchetta Nervina) viene trovato un nuovo ingresso e vengono esplorate delle nuove gallerie. In Emilia Romagna Aichino F. assieme al G.S. Cral CAI Ravenna

1993 - "ABISSO SAVONA o BURANCHINO DEL GIOGO" M.te Carmo (SV) Da sinistra: Ferraro F.; Pastorelli A.; Bestagno R.; Zunino M.; Eco R.(foto Ferraro F.)
effettua diverse uscite in alcune grotte dei gessi (Grotta della Spipola, Grotta Grande dei Crivellari, Abisso 1 di
Ca' Monte). Ad agosto primo campo estivo al Marguareis dove visitiamo
diverse grotte tra cui la mitica Piaggia Bella. Sempre in
agosto Ferraro F., Montese J. e Eco R. partecipano a Costacciaro
(PG) al corso di perfezionamento tecnico del CAI ed in settembre ad Asiago
(VI) i primi due diventano istruttori di speleologia del CAI;
Eco R.. e Pastorelli A. partecipano al corso di 1° livello di topografia
organizzato dalla DSL.
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1993 - Lavori di disostruzione al "POZZETTO SANREMO" M.te Marguareis (CN) Da sinistra: Ferraro F; Pastorelli A.; Bestagno R.; Zunino M.; Eco R.. |
1993 - "PLATEAU DI CAUSSOULS" (Francia). Da sinistra: Montese J.; Borea A.; Aichino F. (Foto: Aichino F.) |
ANNO 1994
L'attività inizia nella gelida Gola delle
Fascette (CN) dove vengono visitate varie cavità tra cui l'Arma del Lupo
Inferiore. Vari tentativi di scavo nella grotta del Rio Bombassa, Arma
Chiosa, Grotta della Fata Alcina sempre nella Gola
delle Fascette. A febbraio iniziano
massicci lavori di svuotamento e di disostruzione nella Grotta di Rio Borgosozzo (PI/CN) con ben 7 uscite.
Vengono esplorate sul Monte
Pietravecchia tre nuove cavità E32,
E33, E34. Il campo estivo di quindici
giorni sul Marguareis permette di ripetere alcuni grandi abissi tra cui: Abisso A11 Cuore di Pietra (-450), Abisso F3, Abisso Scarasson, Abisso Penthotal,
Abisso Armaduk, Trou Souffleur,
Piaggia Bella (-380 Paris Cote d'Azur).
Prima esperienza speleosubacquea (Bestagno R.) alla Grotta dell'Orso di Ponti di Nava (CN) dove viene superato il primo sifone e vengono effettuate delle riprese video con la collaborazione del Centro Sub Riviera dei Fiori. Inizia a settembre l'innumerevole numero di uscite per la realizzazione del documentario "Oltre la luce grotte e abissi in Val Nervia " con l'Associazione Culturale "U Bumbaixu" di Dolceacqua. Si ripete il fondo della Grotta della Melosa (-253). Partecipazione al corso di 1° livello "Geologia e carsismo nei Flysch della Liguria Occidentale" (Pastorelli A., Zunino M.). Viene organizzato il IV° corso di speleologia di 1° livello, tra i partecipanti: Andrighetto E., Ausenda P., Gnutti S., Pastorelli L., Piombo A. Inoltre partecipazione alla VIII Rassegna Gruppi Speleologici francesi del CAF (Greoliere) e al seminario "Margua '94" (Ormea -CN-). Viene pubblicato il primo numero di "Lux in Tenebris", bollettino dello Speleo Club CAI Sanremo (dal 1994 esce regolarmente ogni anno).
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1994 - 4° Corso di
Speleologia di 1° livello, "GROTTA DELLE VENE".(Foto: Ferraro E)
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1994 - "SALA BESSONE" Piaggia Bella (CN). Da
sinistra: Pastorelli L.; Eco R.; Borea A.; Pastorelli A.(Foto: Pastorelli L.)
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ANNO 1995
E' decisamente l'anno di
cambio di marcia nell'attività del gruppo, sia come quantità sia come
tipo di uscite. Grazie alle uscite
fotografiche per terminare l'audiovisivo "Oltre la luce", che verrà presentato al 43° Film Festival
Internazionale della Montagna di Trento, si rivisitano vecchie grotte esplorate
dal Gruppo Speleologico Imperiese CAI ed in una di esse, il Pozzo II° di
Lucasaz (Pigna -IM), viene trovata una
importante prosecuzione, al momento è la cavità più profonda del Monte Toraggio. Si riprendono
i lavori abbandonati dal GSI nella risalita sul fondo della Grotta dei Rugli (Pigna -IM). Continuano pur con minore intensità i lavori di
disostruzione nella Grotta di Rio
Borgosozzo (Ponti di Nava-CN). Verso fine anno iniziano le ricerche e i monitoraggi di alcune sorgenti
carsiche della provincia di Imperia e
Savona.
In Piemonte viene esplorata una nuova grotta
nei pressi di Viola (CN). Il campo estivo viene effettuato per la terza
volta consecutiva sugli splendidi calcari del Marguareis, dove
vengono esplorate due nuove cavità (Era Ora, Strettina). Si organizza il V° corso di speleologia di 1°
livello, ma il primo come scuola
CAI-SSI a cui partecipano tra gli altri De Martin B., Chianea D., Lazzaretti G., Nocita C. Grande partecipazione ai corsi di II° e III°
livello di alcuni soci: III° livello "Tecniche
speciali e primo soccorso" (Montese J.), II° livello "Topografia e
rilievo" (Montese J., Pastorelli A.), II° livello speleologia subacquea (Bestagno R., Aichino F., Agrifoglio G.). Organizzata una mostra fotografica a Taggia -IM
dal titolo"La speleologia nel
ponente ligure".

1995 - Bestagno R.alla "RISORGENZA DELLA BOBBIA" Barzio (LC) (Foto: Aichino F.)
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1995 - Era Ora, M.te Marguareis (CN) Pastorelli A. e
Aichino F (Foto: Aichino F) |
1995 - "GROTTA DEI RUGLl" Buggio (IM). Bestagno R. (con le
bombole); a sinistra Pastorelli A. e a destra Agrifoglio G. (Foto: Aichino F.) |
ANNO 1996
Il 1996 è stato caratterizzato da una intensa attività di ricerca e
monitoraggi idrologici, culminati a fine anno nella colorazione della Grotta
della Melosa, che purtroppo però ha dato esito negativo. Le
ricerche si sono svolte soprattutto in provincia di Imperia, ma si sono estese
sia nel savonesato, nel basso Piemonte, in Toscana ed in Lombardia,
all'estero in Francia ed Austria. Dopo tre anni di lavori si sono
concluse alla Grotta di Rio Borgosozzo le disostruzioni che ci anno permesso
di esplorare una cinquantina di metri di nuovi meandri. Alcuni di noi hanno
partecipato con il GSI all'esplorazione ed al rilievo della
Grotta delle Fuse (Viozene -CN). Il campo estivo si è svolto per la prima volta a
Buggio (IM) per proseguire le ricerche e le disostruzioni alla Grotta dei
Rugli. Ricerche speleo-idrologiche in Grigne dove vengono siglati alcuni nuovi
buchi. Si partecipa rilevando il Riparo di Creppo (Triora -IM) ai lavori di
aggiornamento catastale. Con il corso di I° livello giunto alla VI edizione è
entrata a far parte del gruppo Pissavini M.
Bestagno R. partecipa al corso di specializzazione
di speleosubacquea a Cabrenet (Lot
-F). Pastorelli A. e De Martin B. partecipano al corso di topografia di II° livello organizzato dalla DSL a Toirano -SV.
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1996 - Pigna sotterranea (IM). Sopra: Ferraro F;sotto a sinistra: Gnutti S.; Pastorelli A.; De Martin B (Foto: Andrighetto E.) |
ANNO 1997
Vengono esplorati assieme
al GSI un centinaio di metri di nuove gallerie nella Grotta della Legna
(Nava-IM). A
Pasqua in Grigna (LC) inizia la sofferente esplorazione del Pozzo Braccio di Ferro, mentre sempre in Lombardia
continuano le ricerche idrologiche.
In Piemonte viene esplorato un nuovo ramo nella Grotta di Lisio, mentre iniziano i rilievi della Grotta di
Rio Borgosozzo. Dopo vari tentativi
viene superato il primo sifone della Fontana de l'Erexiou, esplorati e
rilevati trenta metri di grotta. Sul Monte Gerbonte (Triora-IM) si esplora il
Pozzo Gaggino -30 m. Intensa attività in cavità artificiali, soprattutto in Valle d'Aosta dove vengono rilevate
diverse miniere. Il campo estivo di
una settimana viene effettuato in Marguareis, dove si terminano i rilievi delle grotte esplorate negli
anni precedenti. In Francia nella
zona di Granile (Val Roia) vengono esplorate e rilevate una decina di cavità.
Il VII0 corso di
1° livello porta nel gruppo tra gli altri Riva C, Paracchini M.,
Caratozzolo R., Aime G. Si partecipa a diversi corsi di specializzazione
tra i quali: il
II°livello "Descrizione tecnico-morfologica delle
grotte" (Pastorelli A., De Martin B., Aime G., Paracchini M., Riva C.)
Colle di Nava -IM
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(Foto: Bergamelli P.)
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1997 - Dopo la punta speleosubacquea alla "GROTTA DELLE FUSE"
Viozene (CN).Da sinistra: Ferraro
E. (GSI); Bergamelli P. (GSI); Buoi L. (GSI), Lanfranco R. (GSI); Pastorelli A.;
Bestagno R.; Varese E. (GSI);
Aichino F.
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ANNO 1998
Vengono scoperte ed esplorate due nuove ed
interessanti cavità: Jodel sul Monte Corma e la Grotta delle Ferrate
sul Monte Pietravecchia, entrambe nel comune di Pigna (IM). In
Francia viene trovata ed esplorata la Balma del Vescavo (Sospel), grotticella
di modeste dimensioni
ma interessante in quanto al suo interno sono
state rinvenute numerose incisioni rupestri, tuttora in fase di studio dagli archeologi nizzardi. Viene superato il secondo sifone alla Fontana dell'Erxiou (Rocchetta Nervina -IM-). Proseguono
le disostruzioni al Pozzo Braccio di
Ferro (Grigna Meridionale -LC-).
Ricognizione speleosubacquea e tentativo
di svuotamento alla Risorgenza degli Strassasacchi
(Rocchetta Nervina -IM-). Prespedizione in Bolivia nella regione di Cochabamba, sempre all'estero visita a diverse aree carsiche nell'isola di
Cuba e sul plateau irlandese del
Burren. Proseguono i monitoraggi idrologici sia nell'imperiese che
nell'albenganese (Val Neva e Val
Pennavaira).
Campo estivo sul Marguareis dove vengono
rivisti dei vecchi buchi e viene tentata una prosecuzione al Trou
Souffleur. Il corso di primo livello è giunto all'ottava edizione; fra gli allievi
sono entrati nel gruppo Noto M., Raspaldo
G., Fecchino M., Vogel D., Leggi E., Ciribilli
A.; inoltre arriva da Genova Serri P. iscritto in passato allo Speleo Club Ribaldone.

1998 - "RISORGENZA DEGLI STRASSASACCHI" Rocchetta nervina(IM)Da sinistra:Pastorelli A ; Bestagno R( foto. De Martin B.)
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1998 - Prima della punta alla
"GROTTA DELLE FERRATE" M.te Pietravecchia (IM). Da sinistra:
Caratozzolo R.; Bestagno R.; Borea A.; Ferraro E; Leggi E.; in basso: De Martin
B.(Foto: Pastorelli A.) |
1998 - Dopo la punta al "TROU SOUFFLEUR" Colle dei signori (FRANCIA) .Da sinistra: Berardi
G.; Borea A.; Paracchini M.(Foto: Pastorelli A.) |
DIECI ANNI DI TORRENTISMO (di Aichino Franco)
Anche il canyoning è stato il motore delle nostre attività di
gruppo, guidandoci alla scoperta di un mondo
affascinante. Il suo sviluppo però, ha
quasi sempre risentito di una posizione secondaria nella scala degli interessi del gruppo. Solo negli ultimi tre anni,
questo tipo di attività ha trovato la
sua giusta collocazione. Crediamo che tale sviluppo non sia poi tanto dissimile da quello che è accaduto sul
resto del territorio nazionale.
Tuttavia, e necessario sottolineare che, il notevole sviluppo in
territorio francese del canyoning e la vicinanza al confine (Sanremo dista solo 20 km ) ha dato l'impulso
corretto per realizzare un
torrentismo sanremese sicuramente di prim'ordine. Le prime "discese" vengono effettuate
in maniera quasi inconsapevole. Il naturale
bacino d'azione dello Speleo Club CAI Sanremo è stato ed attualmente delimitato idealmente dal comprensorio
delle Valli Nervia e Argentina.
Queste si trovano a pochi km dalla città di Sanremo e per anni sono state il territorio di ricerca di numerosi
gruppi speleologici liguri. Per questi
motivi, i soci dello Speleo Club CAI
Sanremo, sempre impegnati a ricercare cavità nuove, hanno disceso i numerosi torrenti delle due vallate. Appunto cercando di raggiungere
una cavità di tipo tettonico con
uno sviluppo di 70 mt. circa, che
viene identificato un percorso di
discesa tra il colle della Melosa
(1576 m. s.l.m..) e il paesi-no di Buggio (445 m. s.l.m. ). Un obiettivo ambizioso, una discesa di 1131 m. di dislivello che venne effettuata nell'Aprile del 1992. Alla discesa parteciparono Peroni Anna, Agrifoglio Graziella, Fabrizio Ferraro, Juri Montese, Beppe Annovazzi e Aichino Franco.percorso che si sviluppa in direzione Sud-Est, attraversa la Valle Tane.

1992 -
Ferraro E e Agrifoglio G. nella discesa del "vallone
delle tane" Pigna (IM) (Foto: Aichino F.)
collegata da un cunicolo artificiale
con la valle contigua ad Est, realizzato per la canalizzazione delle acque
verso la diga della Melosa, per poi proseguire in un ambiente sempre affascinante.
L'acqua è assente o comunque non eccessiva in quasi tutta la totalità dell'anno,
tanto da non rendere necessarie le mute o particolari accorgimenti nella discesa. Le
dighe di tronchi
e detriti che si incontrano durante la discesa indicano e soprattutto ricordano che
comunque in caso di piena il tratto a monte può divenire assai pericoloso.
La scarsa qualità della roccia e le dighe di detriti complicarono non poco la
discesa, spesso costringendo gli esploratori di questa nuova frontiera ad
acrobatiche corde doppie. In totale i salti che obbligano l'uso della corda sono
cinque (8-9-6-40-30 metri). In alcuni passaggi è stato tuttavia preponderante l'uso
della corda anche se brevi o comunque non classificabili come salti. Presto la valle si
apre e il
percorso si modifica, dapprima su pendii detritici alluvionali che lasciano il posto, a
zone erbose. Queste zone dove erbose sono il preludio al contatto con
la zona antropizzata. Infatti la parte bassa della valle presenta ancor oggi,
i segni di una antica colonizzazione silvo-pastorale, tipica delle valli
liguri dell'imperiese. Infine si giunge in zone dove la presenzadell'uomo è evidente, tanto che l'ultima parte del percorso si sviluppa su un
sentiero aggrappato alle fasce semicoltivate alle spalle dell'abitato di Buggio.
Inevitabile rammentare il completamento dell'impresa a tenebre già più che calate e il
viso perplesso
degli allievi e speleologi di Imperia, che incontrammo sulla piazza del piccolo
paesino della Val Nervia. Dunque il dado era tratto e da lì a poco,
l'interesse degli speleo di Sanremo crebbe in maniera notevole per questo tipo
d'attività. Con l'arrivo della stagione successiva, vennero compiute altre
brevi esplorazioni e discese, principalmente d'interesse speleologico.
Per arrivare ad un'altra e significante prima bisogna attendere però
l'estate del 1994.

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Franco G. (G.S.R.
CAI R.) nel "RIO MOLASSA" (PN) (Foto: Aichino F.) |
del GS S. Marino, Marino del GS CAI Vittorio Veneto
e Aichino
Franco dello Speleo Club CAI Sanremo. La partenza venne effettuata dal minuscolo ponte che
situato all'inizio
della gola del Molassa, che porta a una vecchia trattoria arroccata sulla
parete opposta. Subito dopo la discesa i tor-rentisti si trovarono immersi nelle tutt'altro che
calme acque del torrente, tanto violente da costringere nella parte più incassata l'utilizzo
di corde fisse di sicura per rallentare la discesa che, altrimenti sarebbe divenuta pericolosa nella
parte a valle,
la forza dell'acqua, pur essendo diminuita notevolmente era tale da
sospingere i partecipanti in avanti senza la necessità di nuotare. Solo raggiungendo il
letto del tranquillo
Cellina fu possibile riprendere una progressione "normale". L'uscita venne
effettuata, su un armo fisso predisposto in precedenza sulle pareti del
Cellina.
Da notare che contrariamente a quanto si
pensasse il Rio Molassa non presentò alcun dislivello di sorta, relegando così a
questa prima, l'unica discesa che ad oggi ci risulta effettuata da
torrentisti. Nello stesso anno vale la pena di citare, alcune discese
effettuate sia in territorio francese che in Italia. Vengono discesi il Barbaira,
grazioso torrente nelle vicinanze dell'abitato di Rocchetta Nervina (IM), il
Maglia (Francia) e il Carlevà (Francia). Queste discese, sono significative pur
essendo ripetizioni di torrenti conosciuti sono rilevanti perché, compiute con
il solo e vivo interesse ludico di una discesa in forra.
Fra i promotori di queste discese troviamo
Giuseppe Berardi, Eugenio Andrighetto, Agrifoglio Graziella e Aichino Franco. La
Francia con i suoi torrenti attrezzati, e regolamentati apre il pensiero a nuove
dimensioni.

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Andrighetto E. in
ricerca di foto spettacolari La Maglia (Francia). (Foto: Aichino F.) |
Sulla scena dello Speleo Club sempre nel 1994 appare Eugenio Andrighetto, questo istrionico personaggio, balzerà alla cronaca per la sua attività di fotografo naturalista, legata alla sua sete d'avventura grazie, alla realizzazione della discesa integrale del Rio Bendola (19 km) e alla successiva pubblicazione di un libro fotografico sulla discesa stessa. Sempre a caccia di immagini sensazionali si debbono anche alcune prime discese dei torrenti della Val Nervia. Le discese si ripetono nell'estate del 1995 in special modo in territorio francese, dove la conoscenza delle forre e la loro facile accessibilità, rendono estremamente divertenti le discese delle forre stesse. Anche la tecnica ha una sua evoluzione, dalle prime discese effettuate in doppia con attrezzatura speleo, si passa ad una progressiva modifica del materiale che, diviene sempre più specifico. Si passa all'utilizzo di sacchi speleo modificati e poi all'uso di zaini di PVC appositamente costruiti per l'uso in forra. Anche le protezioni delle mute vengono modificate, si abbandona la tuta speleo e la si sostituisce con una grossa pezza di PVC detta "pannolone". Questa posta sopra l'imbrago, protegge l'integrità della muta e dell'imbrago stesso, durante le scivolate sui toboga e in molte altre situazioni. L'anno 1996, vede un'attività canyonistica leggermente frenata dagli impegni esplorativi assai ambiziosi ma, purtroppo non così appaganti del campo estivo del 96. Sono tuttavia da ricordare le discese del Rio Corvo, Pigna (IM) a cura di Andrighetto E., Ferraro F., Saldo E., Montese J, Bestagno R, Pissavini M. e la prima esercitazione del Soccorso Alpino e Speleologico Ligure proprio in un nostro torrente, il Barbaira. La necessità di coordinare un'eventuale intervento tra le squadre alpine e speleologica, nasceva dall'elevata frequentazione a cui era ed è a tutt'oggi sottoposta la forra. Si pensi che, nel periodo estivo, un sabato vennero contate più di 120 persone impegnate nella discesa del Barbaira. A questa esperienza, di miscela della capacità di rapido intervento della parte alpina e dell'esperienza della parte speleologica, parteciparono i soci Bestagno R., Ferraro E, Montese J., Gnutti S., Zunino M. Il termine della bella stagione pose un freno definitivo all'attività torrenti-stica dello Speleo Club CAI Sanremo, lasciando così a tutti il tempo di ritemprarsi e di progettare nuove avventure.

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Montese J., nel "TORRENTE
ARGENTINA" (IM). (Foto: Andrighetto E.) |
Sull'onda delle stagione passata, il1997 si presenta con numerose discese sia in territorio francese che in Italia. Da
ricordare, la prima di un affluente della Bendola (F) senza nome, effettuata in
Maggio dai soci Eco R. e Andrighetto E. Numerosissime le ripetizioni in Francia
compiute dai soci Agrifoglio G., Ciribilli A., Peroni A. e Aichino E Nuovamente viene ripetuta l'esercitazione,
nella frequentatissima forra del Barbaira,
questa volta addirittura con la partecipazione della commissione forre
del CNSAS; attratta appunto dalla sinergia raggiunta tra la parte alpinistica e speleologica del Soccorso
Ligure. A questa esercitazione,
parteciparono, sia impegnati nella squadra alpina che nella speleologica, i soci Ferraro E, Montese J. e Aichino E II
mese di Agosto, a causa dell'invasione di turisti e dell'aumento della
calura, vede un'impennata delle discese di
torrenti e forre ; viene disceso, a tratti il torrente Argentina (IM), nella zona del ponte di Loreto dal socio Berardi G., il tratto compreso
tra gli abitati di Agaggio (IM) e
Badalucco (IM) dai soci Berardi G., Andrighetto
E., Gerbaudo E.. Il raggiungimento
di una elevata maturità tecnica, la sempre più profonda conoscenza del territorio e la possibilità
di confrontarsi, con una realtà avan-zatissima, sono gli elementi che porteranno alla
decisione di raccogliere su
"Lux in Tenebris" nr. 5 (bollettino dello Speleo Club CAI Sanremo) le esperienze di questa stagione di
forre. Per la precisione, visto l'interesse sviluppatosi in seno allo
Speleo Club

Gerardo E.; Agrifoglio G.;
Aichino E; Peroni A.; Carli C;
Con piacere, ricordiamo la partecipazione degli Ins. Contessotto M.,
Frisinghelli R., dello stesso Fontana A. e la presenza del Direttore Nazionale della Scuola CAI Consigli S. Da parte dello

PeroniA. nel "RIO LAN" Esteron (Francia). Foto:
Aichino F.)
La spedizione, realizzata
in economia vede come partecipanti, Peroni A., Agrifoglio
G., Ciribilli A., Aichino F. e 94 kg di bagagli al seguito. In 11 giorni di
permanenza su quest'isola vengono discese 5
forre e 1 cascata, percorsi 1980 km di
strade e sentieri, utilizzati 194 metri di corda, vengono discesi 1190 m. circa di dislivello. Il
tutto in un ambiente paradisiaco e
spesso pressoché selvaggio.
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Agrifoglio G sulla cascata "GOBERT - CIRQUE DE CILAOS" Ile Reunion (Francia). (Foto: Ciribilli A.) |
Agrifoglio G. alla "RIVIERE DE ROCHES" Ile Reunion (Francia). (Foto: Aichino E) |
La realizzazione
di questa dente segno
dell'elevato livello tecnicoraggiunto nel canyoning dai soci dello Speleo Club CAI Sanremo in questo primo decennio.