Cicloescursionismo in Mountain Bike (Cimunasso 2007)

11-02-2011 alle 13:21:40
di Fabio Canevello

 

Questo breve articolo vorrebbe essere il preludio alla nascita di un gruppo MTB all’interno delCAI Sanremo.

Il nostro Club, a livello di commissione interregionale LPV, ha riconosciuto il valore della pratica della “bici da montagna” (sito web www.mtbcai.it , dossier speciale su La Rivista del CAI marzoaprile 2006), molte sezioni - liguri e piemontesi - hanno un ricco calendario di attività dedicate alle due ruote; forse mi sbaglio, ma tutto questo interesse per la MTB non mi sembra avere avuto un grande riscontro nella nostra sezione.

Credo che sarebbe il momento di raggruppare all’interno della nostra sezione chi pratica la MTB con una certa regolarità, inoltre vorrei estendere l’invito a tutti i soci, del resto basta saper andare in bicicletta… Sia ben chiaro che se mi rivolgo agli escursionisti non è per iniziare un inconcludente e sterile paragone di pregi e difetti sull’andare in bici anziché a piedi, ma è un invito a provare ciò che si può fare anche solo in una mezza giornata scarsa di MTB, partendo da casa, senza toccare l’automobile!

Osservando cosa accade nel mondo del ciclismo fuoristrada si può notare quanto segue: da un lato associazioni sportive che, ultrasponsorizzate, fanno del cronometro il loro credo, allenamenti pressoché giornalieri, stagioni di gare massacranti, insomma uno sport; dall’altro lato sta prendendo sempre più piede la pratica del freeride, una disciplina basata sulla discesa, la versione non agonistica, ma altrettanto adrenalinica, della downhill, con il limite di dipendere da mezzi navetta o addirittura impianti di risalita (leggi bike-park, ovvero stazioni sciistiche che in estate utilizzano le seggiovie per far guadagnare quota ai piloti ed ai loro mezzi).

Secondo la mia modesta opinione questi due modi di praticare la MTB sono abbastanza lontani da quello che è sempre stato lo spirito che anima il CAI. Da un lato un eccellente sportivo, in splendida forma fisica, non potrà “gustare” appieno l’andar per monti se non è dotato di quella conoscenza del territorio tipica di un socio CAI; dall’altro lato se manca quella componente di piacevole fatica nel guadagnare quota non si è tanto allineati con la nostra mentalità (credo che la condanna a fenomeni come l’eliski sia unanime). Si potrebbe qui paragonare la pratica della MTB allo scialpinismo, anche se non sono uno sciatore vedo tanti punti in comune: fiato e gamba per la salita, tecnica per la discesa, la necessità di superare alcuni passaggi con il “mezzo” in spalla, la cruciale importanza della pianificazione della gita…

Spero che in un futuro quanto mai prossimo un maggiore interesse della nostra sezione verso questa attività possa rappresentare, oltre ad una ventata di novità, un’occasione per rivalutare alcuni angoli del nostro territorio (pensiamo al parco San Romolo – M.te Bignone) che a differenza delle ambite cime delle Marittime, sono sempre a portata di mano anche in pieno inverno.