Monte Nero - 26 aprile 2015

Iniziata, con qualche piccolo ritardo, anche quest'anno la stagione di Cicloescursionismo.

Apertura ai soliti amici del CAI di Imperia, sempre numerosi, alle giovani leve provenienti dall'alpinismo giovanile, agli amici local-bikers, con bici più o meno desiderabili. Tra tutti eravamo ben in 11.

Il percorso, panoramico e fluido in salita è stato però parzialmente offuscato da un meteo non perfetto e da una discesa che si è rivelata, come direbbe un caro amico novese, "diversamente scorrevole", ciò nonostante abbiamo rotto gli indugi e portato a casa un giro sempre interessante dal punto di vista culturale, per la capatina in quell'angolo di Liguria chiamato "principato di Seborga", dove è più facile telefonare con le linee mobili francesi piuttosto che con quelle italiane!

ecco le foto

Si pedala anche in inverno!

Anche se in questo periodo invernale non abbiamo gite a calendario, quando il tempo lo permette si pedala lo stesso! 

 

6 – 7 settembre 2014 Rifugio Sanremo “Tino Gauzzi”

 

Per alcuni doveva essere una gita banale, per altri una formalità istituzionale-sociale, ma per tutti la certezza era di una certa “scomodità” per via del pernotto nel nostro bel rifugio non gestito, quindi in autonomia. Si è rivelata invece una bella “impresa”, ricca del fascino della mitica sequenza di parole “Sanremo – Rifugio Sanremo”; certamente in mountain bike perde molto della sua valenza fisica, inoltre tanto asfalto non è proprio il terreno ideale per far correre un mezzo adatto ai percorsi naturali, ma questo è stato, e anche sulla via del ritorno non si sono prese in considerazioni possibili alternative. Quindi Valle Argentina sulla strada principale, fino a Triora.

Il passo lento e gli orari tardi, giustamente voluti, ci fanno arrivare quando il sole è molto basso e la luna piena già molto alta, alla Galleria Garezzo. Inizia ora la parte di “spintage” fino al Monte Fronté, il cielo si rannuvola e ci delizia con una pioggerella ghiacciata che non durerà molto, lasciando spazio a gli ultimi raggi del sole ed a uno scenografico arcobaleno. Dopo il Passo Fronté, e un poco amichevole incontro con i cani da pastore, scendiamo verso il rifugio, arrivandoci quando inizia a fare buio.

Il nostro gruppo è composto da sei bikers, altrettanti amici della sezione Imperia e Albenga sono arrivati da Monesi per una cena e una discesa in notturna e completano le presenze un gruppo numeroso proveniente direttamente da Limone, sempre in bici. Dopo la calorosa ed abbondante cena per molti ci scappa anche una pedalata fino al Redentore, nonostante le temperature veramente basse.

Il giorno seguente partiamo di buon’ora per ridiscendere, questa volta sul sentiero dei Muntari, poi, poco sotto il Passo della Guardia, deviamo per il Monte Pellegrino per scendere verso Bregalla ed arrivare, tramite interminabili sentieri, poco sopra Triora. Attraversiamo i vicoli del paese e prendiamo la vecchia mulattiera per Molini, dove ci concediamo una pausa con merenda e bagno nel Lago delle Noci prima di riprendere il cammino verso casa.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA 1 - GALLERIA FOTOGRAFICA 2

23 Agosto 2014 – Laghi di Lignin (Haut Verdon) Francia

 

“Solo” 150 km da casa, nei pressi di Allos, e il paesaggio è veramente esotico.

Sempre di montagne si tratta e di Alpi Occidentali, ma la varietà di scenari che abbiamo incontrato in un giro di poco più di 40 km è veramente impressionante. Da una vallata ampia e quasi pianeggiante, la valle del Verdon, si arriva attraverso boschi ad un altopiano desertico, quasi lunare, con caratteristiche di alta montagna, per poi ridiscendere con traversi ghiaiosi fino alle Gorges di Saint Pierre: uno spettacolare sito di interesse idrogeologico, percorso da un funambolico sentiero.

La gita è saltata fuori all’ultimo momento, in sostituzione alla prevista a Saint-Étienne-de-Tinée, non fattibile per problemi di percorrenza sullo Chemin de l’energie. Suggerita da Sandro Brezzo, che si è offerto di accompagnarci, come alternativa di tutto rispetto; in effetti lui era l’unico a conoscere entrambi i giri e sapere come fosse difficile trovare qualcosa all’altezza di quella in calendario.

Questa la sua recensione

E per completezza questa quella della gita annullata

 

Partiamo in dieci bikers, numero di tutto rispetto, è raro avere questa affluenza per gite così impegnative anche come spostamenti; ciò nonostante non siamo minimamente rallentati, se non nelle operazioni preliminari; iniziamo infatti a pedalare solo alle 10 passate.

La temperatura è gradevole, il cielo finalmente sgombro da nubi. Dopo un trasferimento sulla strada asfaltata principale, che da Beauvezer ci conduce quasi a Colmars, iniziamo a salire su sterrata, in breve siamo al Pont de la Serre, dove una sbarra regolamenta il traffico motorizzato. La salita prosegue ora a tratti su sentiero e le pendenze aumentano decisamente, qualche sezione si percorre a piedi con la bici al fianco, ma l’ampiezza dei luoghi ripaga le fatiche. Incontriamo anche altri bikers: un solitario francese e una simpatica famiglia italianissima di Reggio Emilia, papà, mamma e ragazzino impegnati in un giro di più giorni, la Transverdon! Sopra i 2000 metri di quota il paesaggio si rivela veramente maestoso, una prima comba circondata da montagne detritiche ci preannuncia l’altopiano finale, quello che ospita i Laghi di Lignin, un luogo ideale per pedalare, anche se (come oggi) spesso spazzato dai venti. Non siamo ancora al GPM, dobbiamo infatti fare ancora un po’ di “portage” per giungere alla Baisse du Détroit a 2472 metri, qui ci concediamo una meritata pausa per rifocillarci e ammirare il paesaggio appena percorso.

Inizia quindi la discesa, dopo un breve tratto impegnativo e particolarmente ventoso, inizia una vera delizia. L’itinerario di Sandro si discosta dalla traccia trovata in rete, si dirige subito alla Cabane du Pasquier per poi raggiungere la Baisse d'Orgeas con un ultimo tratto su stradone. Eccezione fatta per quest’ultimo tratto su strada forestale, tutto il percorso si snoda su singletrack nel bosco o a mezzacosta attraversando canaloni detritici, la difficoltà tecnica non è mai elevata ma un certo ruolo gioca l’esposizione: in buona parte dell’itinerario non è ammesso alcun errore, per cui moderiamo la velocità e quando in sentiero è veramente troppo stretto, in contropendenza, su terreno friabile, smontiamo dalle bici e le conduciamo a mano, tenendole dal lato a valle!

Alla Bassa de l’Orgeas si delinea la possibilità di scendere a valle tramite una comoda strada, ma di comune accordo decidiamo di continuare fino in fondo per l’opzione più avventurosa. Un magnifico sentiero in leggera discesa ci conduce fino alla Cabane de Congerman e poi un tratto più ripido, tutto a tornantini nel bosco ci porta a perdere in un baleno circa 300 metri di quota. Entriamo quindi tramite un ponticello in legno nelle Gorges de St. Pierre, qui siamo in costante esposizione sul vuoto, spesso a strapiombo, e il sentiero è anche bello, vario nei suoi passaggi su roccia, sufficientemente largo, ma siamo tutti consci del rischio e ci ripetiamo che dobbiamo prestare la massima attenzione perché siamo verso la fine e la stanchezza può essere pericolosa. Sfruttiamo un’occasione di riposo quando dobbiamo riparare un guasto meccanico che è capitato proprio in uno dei tratti più spettacolari delle gorges. Ci attardiamo quindi ancora un poco e raggiungiamo il parcheggio della Chapelle St-Pierre quando il sole inizia ad essere basso, regalandoci quindi anche un ulteriore spettacolo, fatto di luci calde e radenti.

Raggiungiamo la borgata di Villars Heyssier e non ci perdiamo un ulteriore taglio su sentiero, che ridurrà il rientro a Beauvezer a soli pochi metri su asfalto. Stanchi ma soddisfatti di aver sfruttato la lunga e bella giornata carichiamo le bici sui mezzi per il rientro quando oramai inizia a fare buio, tutti sicuri di aver vissuto una “epic ride”.

 

 

 

VISTA 1 DI ENRICO - VISTA 2 DI ENRICO

 

LE FOTO DI SANDRO - LE FOTO DI ALESSANDRO - LE FOTO DI FABIO - LE FOTO DI MARC

20 Luglio 2014 – Val Corsaglia

Notevoli le bizze del meteo in questa estate: anche per questa trasferta non siamo stati risparmiati; le altalenanti previsioni hanno lasciato uno spiraglio positivo, quindi la domenica mattina partiamo nonostante due brevi scrosci di pioggia a Sanremo! Per tutto il viaggio è un tira-molla sulle decisioni, alla fine, invece di girarci indietro, raggiungiamo San Giacomo di Roburent.

Il cielo tiene e quindi partiamo velocemente, siamo in sei, il nostro capogita Marco Lanteri (che era già sul posto dalla sera prima) ci propone un giro poco più corto per via delle incerte condizioni. Sarà una decisione azzeccata, se si tralascia qualche breve e intermittente precipitazione, giungiamo sulla vetta del Monte Alpet in tempo per far scatenare un temporale con tanto di grandine, ma siamo ben al riparo all’interno del bar.

Lasciata sfogare la pioggia riprendiamo le bici e imbocchiamo un favoloso “reggae”: la pista denominata Bob Marley ci porterà deliziosamente a valle con un ritmo scandito dalle innumerevoli curve con sponde.

Arrivati in paese con largo anticipo ci concediamo un ristoro in un ottimo ristorante, contenti di aver comunque portato a casa un bel giro, bagnati solo del nostro… sudore.

 

Qui il report fotografico

26 Aprile 2014 - Monte Faudo

Gita con scarsa partecipazione, per la collocazione in un periodo caratterizzato da numerosi "ponti" festivi. Qualcuno è riuscito ad approfittare per fare un bel week-end lungo fuori porta e quindi non era presente per l'escursione.

Alla partenza di Dolcedo eravamo comunque in cinque.

Una lunga salita ci ha portati fino in vetta al Faudo, da lì per lo scosceso versante Sud abbiamo raggiunto il Monte Follia.

Grazie ai compagni di gita Enrico Frumento e Marco Moncalvo, apprendo che questo luogo è stato teatro di un eccidio di 13 contadini compiuto dai nazifascisti il 17 agosto 1944, e recentemente conclusosi con la condanna per crimini di guerra in Germania di due soldati ancora vivi, grazie anche alle indagini svolte dai locali Carabinieri.

Dopo questo doloroso tuffo nella nostra recente storia iniziamo una discesa abbastanza impegnativa che ci conduce sul sentiero di Annibale, un singletrack mangia e bevi ci riconduce presso il "casone dei partigiani".

Per il sentiero del "Sasslong" scendiamo di quota e prendiamo il sentiero del "Pane" per poi arrivare a Lecchiore e quindi a Dolcedo. Purtroppo una caduta su un tratto (facile) di collegamento con l'ultimo sentiero mi obbliga a tornare a Santa Brigida e poi per asfalto fino a Dolcedo. A distanza di settimane patisco ancora i postumi dell'incidente, questo è uno dei rischi che si cela dietro questa attività. Personalmente sono ancora convinto che valga la pena correre anche qualche rischio: la contropartita è troppo appagante!

le foto

30 Marzo 2014 - Grammondo

Gita piuttosto "tribolata", sono stati necessari ben due sopralluoghi con prova del percorso e il rinvio di una settimana sulla data prevista per condizioni meteo sfavorevoli.

Abbiamo tagliato dalla traccia tutta la parte alta perché è risultata impraticabile in salita e troppo impegnativa in discesa, non abbiamo raggiunto quindi la vetta ma solo il più basso Passo del Corna.

La salita è stata quindi tutta in territorio francese, partendo da Mentone, siamo passati da Castellar per giungere, su salita ciclabile ma con pendenze veramente impegnative per gli ultimi 2/3 dell'ascesa, al passo del Corna (1050m).
La discesa è stata invece quella classica (tranne per la parte alta che abbiamo eliminata): interamente su sterrato (nella quasi totalità singletrack), molto varia, selvaggia nella parte alta e più "urbana" verso il mare, con un vero labirinto di mulattiere, scalinate, passerelle pensili ponti che ci hanno condotto proprio sulla spiaggia dei Balzi Rossi.

Nonostante alcune assenze dovute a vari motivi, alle 9:30 siamo partiti in 10, un gruppo alquanto "numeroso" e che si è rivelato di un affiatamento superlativo: pur con una piccola variante esplorativa del percorso che di fatto ci ha fatto solo allungare il tragitto e con l' "esplosione" di una calzatura, prontamente riparata, alle 14:30 eravamo nuovamente al parcheggio nei pressi della frontiera con la Francia.

Complimenti quindi a tutti i partecipanti, ma un plauso particolare va sicuramente a Roberta, una biker veramente tosta! (Ed era con bici che non gli ispira confidenza...)

 

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23 febbraio 2014 - Esterel (F) giro dei 5 colli

Zona inedita e tracciato preso a "scatola chiusa", nel senso che nessuno di noi lo aveva già sperimentato in precedenza. Traccia abbastanza inusuale perché si dirama nel dedalo di piste tagliafuoco e sentieri, a volte molto stretti per via della vegetazione, descrivendo una specie di doppio otto, e raggiungendo ben cinque colli (molto simili tra loro, è infatti facile sbagliare strada); i tratti asfaltati sono limitati a pochi chilometri.

Le aspettative sono state ampiamente superate. Si sapeva che il paesaggio sarebbe stato superlativo, in questa stagione è anche impreziosito dalla fioritura della mimosa, ma anche le caratteristiche più propriamente "ciclistiche" sono state di tutto rispetto: la ciclabilità è totale, abbiamo solo osato qualcosa di più per raggiungere la vetta del Pic de l'Ourse, una disgressione dal percorso preconfezionato che ci ha permesso di salire su una vera cima, ma che ha aggiunto una discesa molto pietrosa per ricongiungersi alla traccia originaria; le salite su sterrate larghe sono scorrevoli per fondo e pendenze; e - piacevole sorpresa - i singletrack non sono mancati e non hanno presentato particolari difficoltà o pericoli.

La gita oltrefrontiera ha dimostrato, ancora una volta, come i francesi siano particolarmente accorti nello sfruttare il territorio, abbiamo incrociato tantissimi gruppetti in mountain bike, escursionisti a piedi e trail-runners, ma nessun mezzo a motore!

Il meteo è stato ottimo, temperature gradevoli, primaverili nelle ore centrali della giornata. Anche dal punto di vista delle presenze si può decretare il pieno successo (se non si è superstiziosi), perché diciassette partecipanti sono un vero e proprio pienone per le gite di cicloescursionismo di questa sezione. Dobbiamo ringraziare gli amici di Alba (in particolare la “mitica” Silvia) che, pur di essere presenti a questa gita, sono partiti da casa il sabato per essere già sul posto domenica mattina, e gli aggregati della sezione Cai di Imperia.

 

 

Il link con la traccia GPS scaricabile

 

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